Fabris: Pacs non nel programma
Udeur: "A San Martino nulla fu deciso"
Il riconoscimento delle coppie di fatto, annunciato da Romano Prodi apre un nuovo fronte tra laici e cattolici, e scatena l’ira dei Popolari-Udeur, che da cattolici moderati avvertono con Mauro Fabris, capo della segretaria nazionale: “Per le primarie Prodi può dire quello che vuole, ma se per l’Unione questo è il programma, allora noi non ci stiamo, anche perché non è vero che ci fu una decisione dell'Unione”.
Fabris, nell’Unione è scoppiato un altro terremoto sulle coppie di fatto. Secondo lei, c’è davvero il rischio di una “deriva zapaterista?”
“Il rischio c’è, perché vengono riaperte questioni sulle quali avevamo già discusso. Certo, per la campagna delle primarie Prodi può dire quello che vuole, ma se per l’alleanza di centro-sinistra questo è il programma, allora noi non ci stiamo. E’un’altra cosa, così come diversa sarebbe l’Unione alla quale abbiamo aderito, con l’ingresso dei Radicali, la battaglia per l’eutanasia, e quant’altro”
Però sui Pacs Prodi dice che era già stata presa una decisione comune durante il seminario di San Martino in Campo…
“Ne abbiamo discusso e fu deciso che era una questione da non includere nel programma. Io c’ero allora, e posso garantire che era stato proposto l’inserimento dei Pacs, ma dopo una lunga discussione decidemmo di tenerlo fuori dal programma. Tra l’altro c’è un sito con una bozza di programma concordato nell’incontro di San Martino, invito a leggerlo per capire che i Pacs non ci sono”
Intanto la Margherita, altro partito moderato dell’Unione, parla di accuse strumentali a Prodi. E’ d’accordo?
“Anzitutto, vorrei che si chiarisse, una volta per tutte, l’esatta identità della Margherita. Sul referendum sulla procreazione assistita si sono divisi in tre tronconi; sulla politica estera pure, e mi riferisco a voti parlamentari, non a semplici opinioni. Insomma, è incredibile che si confonda la posizione personale di Rutelli con la linea del partito. A questo punto chiediamo alla Margherita di darsi un’identità chiara, perché una cosa è il pensiero di un leader solitario, un'altra è la linea politica in Parlamento. Per questo, mi chiedo, come può una forza come la Margherita, dare pagelle?”
Quanto alle primarie. Alla fine sulla distribuzione dei seggi, si è trovato un accordo?
“Noi abbiamo posto una questione, ma non eravamo i soli. A sollevare il problema erano anche Rifondazione, i Verdi e Di Pietro. Solo che, come al solito, l’Udeur alza la voce più degli altri e passa pure per il riottoso dell’alleanza, quando non è così”.
Vale a dire?
“Il criterio per la distribuzione dei seggi è cambiato: a fine agosto era un seggio ogni 10 mila voti del centro-sinistra; adesso volevano un seggio ogni dieci mila cittadini. Insomma, un altro parametro di riferimento. Adesso pare che la polemica stia rientrando, ma abbiamo dovuto rendere pubblica la questione per avere regole e garanzie uguali per tutti. Ma, lo ripeto, Mastella non è un rissoso, ma è un leader di un partito che pone questioni documentate sulle quali chiediamo risposte concrete”
Manuela Dargenio
13/9/2005


